IL MIO VIOLINO quinta puntata/MI VIOLÍN episodio 5

in Olio di Balena2 months ago (edited)

ITALIANO
Un salto nel tempo: atto quinto
Tra le ore di lezione e gli spostamenti se ne andava praticamente tutto il giorno e questo era quanto da lunedì a venerdì, con eccezioni che prevedevano anche il recarvisi il sabato (e s'era ventilata pure la prospettiva di recarvisi anche la domenica, in particolari occasioni). E poi ovviamente c'era da studiare tutta quella mole di materiale giuridico a casa. Per non rischiare lacune e quindi bocciature che facevano perdere l'anno (non erano ammesse più di tre bocciature all'anno, se non ricordo male), mi svegliavo sia alle tre di notte che alle cinque all'alba, per terminare un minimo di programma che mi permettesse di arrivare preparata all'esame settimanale. E pure per guadagnarmi una borsa di studio, cosa che difatti avvenne durante il secondo anno. Purtroppo non riuscivo a leggere sentenza per sentenza e rivista per rivista. La maggior parte di noi non ci riusciva ed era infatti capitato che qualcuno mollasse a causa del carico di impegni richiesto dalla SSPL. Nel mio caso rimediavo grazie gli appunti presi a lezione, essendomi abituata a scrivere come una dannata quasi parola per parola di quel che ci elargivano i prof. a lezione. Purtroppo non ero tra quei pochissimi che riuscivano ad assimilare finanche una ottantina di sentenze alla volta leggendole velocissimamente in modalità skimming e scanning e pure una sola volta soltanto. Leggere troppo velocemente la maggior parte del materiale giuridico per me (e per la maggior parte dei miei sfortunati colleghi) significava trasformarci in tabula rasa. Purtroppo la SSPL aveva posto fine alle mie domeniche violinistiche. Dopo un'intera settimana alla SSPL ero ridotta così a mal partito da non poter nemmeno pensare ad alzarmi dal letto alle 7,30 per essere in stazione alle 9 ad aspettare un treno la domenica. Andavo però alla piccola chiesetta protestante di appartenenza di mio padre (naturalmente culti in italiano), dove però, non essendoci alcun musicista oltre me, suonavo l'organo (al conservatorio avevo seguito anni di lezioni di pianoforte complementare, obbligatorie per i violinisti). La filippica continua.

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Ps.: il riccio e i piroli del mio nuovo violino (foto del mio Moto G10). S'intravede parte della spalliera

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ESPAÑOL
Viaje en el tiempo: quinto acto
Entre las horas lectivas y los desplazamientos, se iba prácticamente todo el día, y eso de lunes a viernes, con excepciones que incluían ir los sábados (e incluso había la posibilidad de ir también los domingos, aunque en raras ocasiones). Y, por supuesto, había que estudiar en casa todo ese material de las asignaturas. Para no arriesgarme a tener lagunas y, por tanto, suspensos que hicieran perder el año (no se permitían más de tres suspensos por año, si no recuerdo mal), me levantaba a las tres de la mañana y a las cinco de la madrugada para terminar un programa que a lo mínimo me permitiera llegar preparada a la prueba semanal. Y también de ganarme una beca, lo que de hecho ocurrió durante el segundo año lectivo. Sin embargo, no lograba leer frase tras frase y revista tras revista de cada página. La mayoría de nosotros no lograba hacerlo y, por encima, algunos de los alumnos abandonaron por causa de la carga de trabajo que exigía la maestría. En mi caso, compensaba con mis apuntes de clase, ya que estaba acostumbrada a escribir casi palabra por palabra lo que los profesores nos proporcionaban en clase. Desafortunadamente, yo no me encontraba entre esos poquísimos que podían asimilar hasta ochenta revistas a la vez, leyéndolas muy rápidamente en modo hojeo y escaneo, y por encima una sola vez. Leer la mayor parte del material jurídico demasiado rápido para mí (y para la mayoría de mis desafortunados colegas) significaba convertirnos en tabula rasa. Cabe contarles que la maestría había puesto fin a mis domingos de violinista. Después de una semana entera estudiando de esa forma, me encontraba tan agotada que no podía ni pensar en salir de la cama a las 7.30 de la mañana para estar en la estación a las 9 y esperar el tren del domingo para Turín. Sin embargo, solía ir a la pequeña iglesia protestante de mi padre (servicio en italiano, por supuesto), donde, como no había más músicos que yo, tocaba el órgano (en el conservatorio había recibido años de clases complementarias de piano, obligatorias para los violinistas). El papeleo continúa.

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Ps.: la voluta y las clavijas de mi nuevo violín (foto sacada con mi Moto G10). Se entrevé algo de la almohadilla

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Ah brava! Suonavi anche l’organo… eccellente. L’organo a canne è uno strumento che mi ha sempre affascinato. Oggi mantenere un organo a canne credo che sia diventato anche piuttosto costoso. Mi stavo chiedendo, ma quando accordi il violino, le corde le tiri molto? Perchè si dice “sono teso come una corda di violino”?

No, bisogna fare attenzione a non spezzarle. Per questo servono la pasta per i piroli quando sono troppo duri (e un gessetto quando troppo morbidi onde evitare che sfuggano rendendo l'accordatura impossibile). Per fortuna che al mio attuale violino avevo comprato due pacchetti di corde di ricambio (di quelle economiche, ovviamente), uno dei quali con un mi in più. Infatti a una settimana dall'acquisto avevo purtroppo fatto partire un mi, non avendo ancora recuperato la manualità tecnica e dunque scambiando l'entrata al pirolo del la con quella del mi. Cosa che comunque è accaduta una volta soltanto, ora non più.
Non so quanto costa mantenere un organo a canne (quello che suonavo era elettrico e gli elettrici sono davvero economici: non si scordano mai, quindi niente accordatore per l'abituale servizio). Gli strumenti a corda come il pianoforte classico invece purtroppo costa non poco mantenerli.

Suonare uno strumento ti mette in pace col mondo.
Vorrei dedicare più tempo alla mia chitarra.
Sto anche pensando di ricomprare il mio primo amore.
Il basso.

Il tempo è tiranno, si dice giustamente. Quello purtroppo manca sempre.